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 A COSA SERVE

LA CARTILAGINE DI SQUALO E LE MALATTIE DEGENERATIVE


È stato dimostrato che la cartilagine di squalo è un potente agente anti-infiammatorio non tossico. Ancora più, combinato con la proprietà di inibire l'angiogenesi, la cartilagine di squalo può provvedere non solo all'alleviamento dell'infiammazione ma anche a inibire la vascolarizzazione della cartilagine nelle nostre articolazioni che è spasso associata a casi avanzati di osteo artrite reumatoide.
Molti dei ricercatori sono d'accordo che la componente primordiale anti-infiammatoria della cartilagine di squalo è una famiglia di carboidrati complessi chiamati mucopolisaccaridi. Due membri di questa famiglia, sulfato di controitina A e C, sono spesso usati dai praticanti di medicina nutrizionale per controllare le infiammazioni. Però, per alcune ragioni, la cartilagine di squalo pare essere più efficace che l'uso di mucopolisaccaridi raffinati.
I ricercatori non hanno saputo spiegare questo fenomeno, però sospettano che sia relativo a un componente non identificato sito nella cartilagine di squalo. Gli squali hanno potenti sistemi di immunità i quali producono anticorpi che possono combattere con soddisfazione un numero di agenti aggressori, non solo batteri e virus, ma anche certi prodotti chimici che possono uccidere esseri umani. Spesso i disturbi di tipo infiammatorio sono associati con il mal funzionamento immunologico, forse una sostanza immunoregolatrice sta curando e adeguando un effetto sinergetico con i mucopolisaccaridi.
Il lavoro iniziale su cartilagine di squalo e infiammazione fu portato a termine nel 1985 dal Dr. Serge Orloff M.D., un professore di reumatologia dell'Ospedale dell'Universita di Bruxelles, in Belgio, segretario generale esecutivo della Lega internazionale contro il reumatismo. Il Dr. Orloff inizalmente usò polvere di cartilagine di squalo su di una paziente di 49 anni. I risultati furono importanti. La paziente presentava una malattia articolare degenerativa con affezione femoro-patellare al ginocchio. Il suo dolore globale diminuì del 50% dopo le prime 2 settimane e un altro 50% dopo 6 settimane di trattamento. Il risultato fu che la paziente poteva deambulare sulle due gambe e aveva i muscoli più fermi.

SCUOLA DI MEDICINA UNIVERSITÀ DI MIAMI “CARTILAGINE DI SQUALO TROPICALE”:
Il Dr. Orcasita, professore associato della divisione di farmacologia, scuola di medicina dell’università di Miami, somministrò la polvere di cartilagine di squalo tropicale a 6 pazienti con osteo-artrite. Il Dr. Orcasita scrisse nelle prime 3 settimane che i pazienti stavano prendendo un totale di 12 capsule al giorno da 740 mg ognuna.
La quantità di capsule fu ridotta a 6 nelle seguenti 5 settimane. Tutti i pazienti dimostrarono un calo del dolore di 4 o 5 punti su una scala di 10 punti.
(0 = nessun dolore importante) eccetto un paziente che presentò solo un leggero sollievo da 9 a 8 punti.
Il paziente che dimostrò il calo minore del dolore, riferì che prima dell’esperimento aveva bisogno di prendere un pastiglia di Felden ogni giorno. In seguito con cartilagine di squalo dimezzò la cura , dimezzando la dose.
Un ultimo punto: il Dr. Orcasita scrisse :
- Un paziente che aveva diagnosi di eczema ad ambedue le mani mostrò un notevole miglioramento dopo aver ingerito cartilagine di squalo tropicale.

Assunzione di cartilagine di squalo tropicale da parte di pazienti costretti a letto da osteo-artrite:
La cartilagine di squalo tropicale, somministrata oralmente produce risultati impressionanti : su 8 dei 10 pazienti costretti a letto con osteo-artrite a San José - Costa Rical Dr. Carlos Alpizar, M.D., direttore del programma geriatrico nazionale, scoprì che dopo alcune settimane 8 dei pazienti erano di nuovo in grado di camminare.

Studio a lungo termine sulla somministrazione di cartilagine tropicale in osteo-artriti .
Il Dr. Rejohlec M.D., professore associato, direttore del dipartimento di medicina interna e reumatologia della facoltà di medicina dell’Università di Charles, condusse uno studio della durata di 5 anni su 3 gruppi, per un totale di 147, pazienti con osteo-artrite. Due di questi gruppi ricevettero variazioni di estratto di cartilagine di squalo, l’altro gruppo (controllo) ricevette un placebo. Il gruppo placebo fu autorizzato ad utilizzare vari medicamenti (A.I.N.S.O.) anti-infiammatori non steroidi durante la malattia.
I risultati furono eccezionali. Il gruppo trattato con cartilagine aveva una media del
85 % di scomparsa rapida del dolore, mentre che la media del dolore, nel gruppo di controllo si abbassò nell’arco di 5 anni. Più importante ancora, la degenerazione fu significativamente minore nel gruppo trattato con cartilagine di squalo tropicale. Alla fine dei 5 anni la degenerazione delle articolazioni nel gruppo trattato con cartilagine fu il 37 % inferiore al gruppo di controllo (trattato con placebeo).

Altre applicazioni anti-infiammatorie:
Nonostante l’informazione sia generalmente anedottica, risultati simili furono osservati in pazienti con disturbi infiammatori tali, come psoriasi, eczema, lupus eritematoso, discoide e problemi associati con le malattie del Lyme.
In tutti i casi ogni dottore notò l’assenza di qualsiasi effetto secondario. Uno dei reclami più comuni nei consumatori di medicamenti (A.I.N.S.) furono i suoi effetti secondari quali problemi allo stomaco.

Osteo-artriti e angiogenesi:
Pare esserci una relazione, tra l’angiogenesi e la progressione osteo-artritica. I Dottori Robert A.Brown e Jaqueline B. Weiss, scrivendo in “ Annals of reumatic siseases ” spiegano che l’angiogenesi gioca una parte importante nella classificazione delle unioni cartilaginose. Una cartilagine normale non ha vasi sanguigni. Il fluido sinoviale (fluido delle articolazioni) di pazienti con osteo-artriti, contiene una sostanza chiamata ESAF (Fattore cellulare endoteliare stimolatore dell’angiogenesi).
La presenza di questo fattore è associata con la vascolarizzazione e la degradazione dell’articolazione della cartilagine. Pertanto bloccare l’angiogenesi con la cartilagine di squalo tropicale offre un promettente effetto, nella rigenerazione della cartilagine delle articolazioni e del processo osteo-artritico.
I differenti ricercatori riferirono risultati positivi, per l’ 80 % dei casi. Si deve notare che la media dei risultati dipende dal tipo di infiammazioni presenti.




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